Atlas and the physiotherapist

scritto da Zaffiro
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Autore del testo Zaffiro

Testo: Atlas and the physiotherapist
di Zaffiro

Atlante
ha una brutta cervicale.

Dopo millenni
passati a sorreggere il mondo,
qualcosa tra la terza
e la quarta vertebra
ha ceduto lentamente,
come cedono certe persone educate
che non chiedono mai aiuto.

Ora cammina piano,
con una fascia elastica al collo
e l’espressione stanca
di chi sostiene troppo
anche durante i giorni festivi.

Il fisioterapista gli ha detto
di smettere immediatamente
di portare pesi cosmici.

“Almeno per due settimane.”

Atlante ha riso.

Una risata breve,
da divinità precaria.

“E dove lo appoggio il pianeta?”

Nessuna risposta clinicamente valida.

Così continua.

Ogni mattina
solleva continenti infelici,
oceani pieni di plastica,
guerre locali,
mutui trentennali,
crisi esistenziali in abbonamento.

L’America gli blocca la spalla destra.
L’Europa pesa soprattutto
sul trapezio emotivo.

Dell’Antartide
dice che è fredda anche interiormente.

La notte
usa impacchi di ghiaccio
e guarda tutorial su internet:

“Cinque esercizi
per migliorare la postura divina.”

Ma il problema
non è la postura.

È che il mondo,
negli ultimi secoli,
è diventato troppo nervoso.

Persino i terremoti
gli sembrano contrazioni muscolari
del pianeta stesso.

Zeus gli ha consigliato yoga.
Prometeo un antidolorifico.
Sisifo, solidale,
gli ha soltanto offerto silenzio
e una pomata antinfiammatoria.

Ogni tanto
Atlante sogna
di mollare tutto.

Lasciare cadere il globo
in mezzo all’universo
come una busta della spesa
troppo piena.

Poi però
si sente in colpa.

Ha la mentalità antica
di chi crede ancora
che resistere
sia una forma di nobiltà.

Allora resta lì,
sotto il peso del cielo,
con i muscoli in fiamme
e le mani tremanti,

mentre da qualche parte
un uomo qualunque
si lamenta del traffico
senza sapere
di essere parte del problema.

Atlas and the physiotherapist testo di Zaffiro
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